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TRANSUMANZA DA UNESCO

Il Ministero dell’Agricoltura ha presentato la candidatura transnazionale della “Transumanza” come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco.

L’Italia è capofila del progetto, di cui fanno parte anche Grecia e Austria. Il percorso di valutazione vedrà coinvolto un organo di esperti tecnici indipendenti e poi la successiva decisione da parte del Comitato Unesco nel novembre 2019.

Il Patrimonio culturale immateriale è l’insieme delle tradizioni, espressioni vocali, arti dello spettacolo, rituali, eventi festivi, artigianato, pratiche agricole tradizionali che sono espressione “vivente” dell’identità delle comunità e delle popolazioni che in esse si riconoscono.

La transumanza costituisce la migrazione stagionale delle greggi o delle mandrie guidate dai pastori o dai malgari che, insieme al loro cani e ai loro cavalli, si spostano dalla pianura in zone climatiche e ambientali più adeguate per il benessere degli animali percorrendo sentieri di collina e di montagna. In tarda primavera verso le alte quote, in autunno con il ritorno a “casa”. Il viaggio dura parecchi giorni.

In provincia di Cuneo è praticata con le mucche, durante i mesi estivi, in tutte le valli dove esistono gli alpeggi e, quindi, la possibilità di far pascolare gli animali nelle terre alte. In alcune zone della Granda viene ancora effettuata passando anche nelle città, con l’obiettivo di rendere le persone partecipi del trasferimento del bestiame. 

L’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Alberto Valmaggia: «La transumanza per il Piemonte vuol dire monticazione e alpeggi. Questi sono un elemento di straordinaria importanza per il nostro territorio, per la conservazione del paesaggio e per ottenere prodotti unici quali il Castelmagno o le Tome d’alpeggio.

Quando si gustano i formaggi di alpeggio, oltre a un sapore inimitabile,   sembra di respirare direttamente l’aria di montagna. Ma alpeggio e transumanza vogliono anche dire fatica.

Per questo motivo la Regione, attraverso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, ha emesso dei bandi già finanziati che stanno consentendo il miglioramento delle strade di accesso e la riqualificazione delle strutture di servizio in quota».   

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