fbpx

100%

La versatilità del fico d’india

Quale sarà l’alimento del futuro?
Studi della Fao dimostrano che il fico d’India, un cactus proveniente dal Messico con grandi foglie spinose da cui si producono frutti carnosi, dalla buccia dura e ricchi di vitamine e sali minerali, potrebbe risolvere il problema dell’alimentazione in molte parti del mondo.

In Messico la pianta viene consumata come verdura fresca o conservata, mentre in Italia è associata esclusivamente al suo frutto: giallo, rosso, arancione e bianco a seconda della varietà a cui appartiene. Un mix cromatico che è diventato simbolo di un sano e rinnovato “Made in Sicilia” e che sta conquistando il consumatore italiano e internazionale.

L’isola è il principale produttore italiano di fico d’India: con circa 3mila ettari coltivati rappresenta l’85% della produzione nazionale. È una pianta che si adatta ai terreni poverissimi, ha una resa in coltura irrigua di 25 tonnellate all’ettaro e viene coltivata in aree distinte: nella zona centro-orientale dell’Isola che fa capo al paese di San Cono, nel Sud-Ovest etneo (comuni di Belpasso, Militello, Paternò, Adrano e Biancavilla) e nel Belice (zona sud-occidentale dell’Isola e con i comuni di Menfi, Montevago e Santa Margherita Belice interessati).
A livello mondiale, invece, la leadership della produzione è del Messico, seguito dagli Usa (principalmente California) e poi l’Italia. «In Sicilia il fico d’India – spiega Pietro Bua, responsabile marketing dell’Op La Deliziosa – si raccoglie da luglio a dicembre: nei primi tre mesi si raccolgono i “Primo fiore” nati dalla fioritura spontanea e caratterizzati da pezzatura piccola e gusto deciso. A seguire arrivano i “Bastardoni”, nati da una seconda fioritura indotta tramite la scozzolatura e caratterizzati da grossa pezzatura e sapore più dolce e delicato».

Il mercato del fico d’India è in continua evoluzione, passando da nicchia a prodotto globale. Il frutto, soprattutto l’Etna dop, ha mostrato la capacità d’imporre la propria tipicità e il legame con il territorio e con i suoi elementi. «Negli ultimi cinque anni l’interesse è cresciuto – prosegue Bua -: le stime parlano di un aumento di vendite del 10% all’anno in Europa con il 70% dei frutti che viene venduto in Italia e il restante 30% in Europa. I principali paesi destinatari della materia prima sono Francia, Spagna, Germania, Belgio, Svizzera e alcuni paesi dell’Est Europa. Questo sia grazie alla politica di marchio, ma soprattutto grazie ai consumatori che ne apprezzano il sapore e le proprietà: è antiossidante, ricco di vitamine e ipocalorico».

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

BIRAGHI S.p.A.
Cavallermaggiore 
CUNEO (ITALY) 
Telefono +39-0172-3801 
Fax +39-0172-380298 
Email biraghi@biraghi.it 
P.IVA 00486510043