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Il barbecue più “salato” è austriaco

La storia accade a Perth, in Australia, dove quasi due anni fa una signora ha deciso di denunciare il proprio vicino per “grigliatura molesta”. Cilla Carden ha infatti portato in Tribunale Toan Vu perché quando utilizza la brace per cuocere il pesce non può uscire di casa per colpa del cattivo odore. La sua richiesta è stata respinta e lei ha deciso di rivolgersi alla Corte Suprema che ha dato lo stesso parere. Una notizia un po’ assurda che ha fatto il giro del mondo e che avrà una conclusione il 18 ottobre quando di fronte a casa sua si ritroveranno circa 6.000 persone che hanno aderito ad un evento su Facebook per una grigliata gigantesca che durerà per ore. Qualcosa ci dice che quel venerdì Cilla sarà ben lontana da casa. Cucinare alla griglia è una delle attività preferite dell’estate di molta gente e, proprio per evitare litigi tra i vicini per colpa del fumo, è regolamentata da una norma del codice civile che afferma che le propagazioni di fumo, calore, esalazioni che arrivano dalla casa del vicino non devono superare la normale tollerabilità.

Intanto Eurostat ha confrontato i costi della carne per il barbecue (nello specifico manzo, vitello, maiale, agnello, montone, capra, pollame, altre carni e frattaglie commestibili, specialità gastronomiche e altre preparazioni a base di carne) nell’Unione Europea e ha registrato i prezzi più alti in Austria, Lussemburgo (dove farlo costa quasi il 50% in più della media), Francia (+30%) e Belgio (+25%) e poco sotto, all’ottava posizione, si classifica l’Italia (+20%). I paesi dove una grigliata “conviene” maggiormente sono Polonia, Romania e Bulgaria: qui, il costo della materia prima è di circa la metà rispetto alla media europea.

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