Treccani accoglie le DOP e le IGP nel patrimonio culturale italiano

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Treccani accoglie le DOP e le IGP nel patrimonio culturale italiano e

Con la pubblicazione della decima edizione dell’Atlante Qualivita, per la prima volta Treccani accoglie la cultura delle Indicazioni Geografiche e dei prodotti tipici italiani tra i suoi volumi.

«Questo è un momento di grande importanza per l’universo delle produzioni a denominazione – afferma il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova -. Negli anni abbiamo assistito alla crescita di un settore che possiamo definire a tutti gli effetti il fiore all’occhiello del patrimonio agroalimentare italiano. E oggi, col rafforzamento della collaborazione con l’Istituto Treccani, registriamo un altro riconoscimento strategico, che ci restituisce quanto il valore delle denominazioni sia da ricercare nel carattere culturale che esprimono. Legame col territorio, tradizione e innovazione, memoria, saper fare tramandato nel tempo e difeso dagli imprenditori sono gli elementi alla base del successo del made in Italy nel mondo, che dobbiamo continuare a tutelare e promuovere con sempre maggiore convinzione e determinazione».

L’Atlante Qualivita si pone come sintesi di una ricchezza variegata grazie a 860 schede prodotto, suddivise in tre sezioni: prodotti agroalimentari (299 schede), prodotti vitivinicoli (526 schede) e bevande spiritose (35 schede realizzate in collaborazione con Assodistil), che descrivono dettagliatamente ognuna delle eccellenze italiane tutelate come Indicazione Geografica, attraverso informazioni su metodo di lavorazione, storia, normative, caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti stessi. Un rinnovato strumento di conoscenza destinato agli italiani, da sempre predisposti ad essere consumatori consapevoli e attenti ai concetti di autenticità ed origine.

 

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Più benessere animale

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Più benessere animale

Ancora più attenzione al benessere degli animali (specialmente durante il trasporto su lunghe distanze), maggior cura per i bovini con oltre sei mesi d’età, particolari precauzioni nell’allevamento di cani e gatti e nuove pratiche per la macellazione.

Questi sono gli inviti che dal Consiglio europeo sono arrivati alla Commissione per elaborare una nuova strategia sulla protezione e sul benessere degli animali, basata sulle buone prassi di quelle precedenti (2012-2015).

Il benessere animale, come si legge nel documento, è parte integrante di una produzione agricola sostenibile ed è pertanto necessario, secondo il Consiglio europeo, aggiornare la legislazione vigente sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche ed innovazioni tecniche.

Leggi il report in inglese

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Un’alga per ridurre le emissioni serra

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Un’alga per ridurre le emissioni serrale

In natura esiste un particolare tipo di alga, che cresce spontaneamente al largo delle coste australiane, che aiuta a ridurre le emissioni di metano delle bovine. L’Asparagopsis – questo il nome scientifico dell’alga – è stata somministrata sperimentalmente ad alcune vacche da latte e gli studi hanno dimostrato che, a causa delle sostanze chimiche che contiene, è in grado di ridurre i microrganismi presenti nell’apparato gastrointestinale delle bovine che gli fanno emettere metano quando mangiano erba. Ora un gruppo di studiosi sta approfondendo le ricerche per capire se, introducendo nella dieta degli animali una quantità di queste alghe, sia possibile ridurre i problemi legati alle emissioni di gas serra a livello australiano e mondiale. Nel caso fosse possibile implementare su larga scala questo tipo di alimentazione uno degli aspetti controversi, da cui mettono i guardia gli stessi scienziati, è una produzione sostenibile dell’Asparagopsis.

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Se l’impronta green pesa sul carrello della spesa

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Se l’impronta green pesa sul carrello della spesa

Più di un consumatore europeo su due, quando deve scegliere cosa acquistare, tiene conto dell’impatto ambientale della propria scelta. È un’indagine annuale sulle condizioni del commercio di Europa, pubblicato dalla Commissione, a confermalo: nei paesi del Sud del vecchio continente la sensibilità riguardo al riscaldamento climatico e alla contaminazione dovuta alla plastica riguarda il 59% della popolazione, mentre nell’Europa dell’Est il dato è del 57%. La stragrande maggioranza dei consumatori e dei rivenditori (71%) ritiene che le informazioni e le dichiarazioni ambientali relative ai prodotti siano veritieri ed affidabili. Dati che spingono le industrie, anche quelle agroalimentari, a puntare sempre più su processi di produzioni ecosostenibili e sulla necessità di comunicarli in modo efficace ai propri consumatori.

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Le nostre eccellenze oltre i confini

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Le nostre eccellenze oltre i confini

Più della metà delle risorse messe a bilancio (118 milioni) servirà per campagne in nazioni ad alto potenziale di crescita come Canada, Cina, Giappone, Corea e Messico. I prodotti agroalimentari europei, che non conoscono rivali sul mercato internazionale, aggiungono frecce al proprio arco: la Commissione europea ha stanziato circa 200 milioni di euro per attività di promozione delle eccellenze alimentari al di fuori dei confini del vecchio continente. Un aiuto che – questi gli obiettivi – servirà per sostenere un settore strategico dell’economia, approfittando delle opportunità offerte dal mercato globale, sensibilizzando in particolar modo i cittadini sui regimi di qualità, compresi i prodotti biologici, aumentando la fiducia dei consumatori nei confronti del produttori europei. «La reputazione dei prodotti agroalimentari europei nel mondo non ha uguali. Non a caso l’UE è il principale esportatore agroalimentare mondiale: la nostra politica di promozione, il cui bilancio è in costante crescita, aiuta i produttori non solo a far conoscere i loro prodotti ma anche a far fronte alle difficoltà del mercato, sensibilizzando ulteriormente i cittadini». Le campagne intendono inoltre mettere in evidenza gli elevati standard di sicurezza e qualità, la diversità e gli aspetti tradizionali dei prodotti agroalimentari e, all’interno dell’UE, l’accento sarà posto sulla promozione di un’alimentazione sana e sull’aumento del consumo di frutta e verdura fresca nel quadro di un’alimentazione equilibrata. Un’ampia gamma di organismi, come organizzazioni professionali, organizzazioni di produttori e gruppi agroalimentari possono presentare proposte e richiedere finanziamenti.

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Direttamente nel cestino

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Direttamente nel cestino

Verdura, frutta, pane, pasta, uova, yogurt e formaggi. Questa è la lista ordinata dei cibi che finiscono nella spazzatura senza essere consumati. Un triste elenco, che mediamente ammonta a 370 grammi a famiglia ogni settimana.

A sprecare di più sono le persone giovani, in famiglie dove vive una sola persona. Questi sono i dati emersi dall’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari che ha realizzato la prima indagine comparativa sull’argomento, con dati armonizzati, provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria).

Ma come far fronte agli sprechi? Sempre il Crea ha diffuso un decalogo di comportamenti virtuosi che possono ridurre il cibo che gettiamo in pattumiera.

  1. Strategie antispreco

Una buona pianificazione della spesa, accortezze nella preparazione degli alimenti e una buona conservazione.

  1. Acquisti, che passione!

Ma bisogna resistere alle tentazioni: dalle offerte alle maxi confezioni agli acquisti superflui, lo spreco può essere sempre in agguato.

  1. Stai fresco

In casa vengono sprecati soprattutto prodotti freschi, pane, frutta e verdura, pensiamoci quando li acquistiamo.

  1. Occhio all’etichetta

Leggila sempre bene, con particolare attenzione alle indicazioni sulla durata dei prodotti.

  1. Scadenza: istruzioni per l’uso

‘Da consumarsi entro’ è il limite oltre il quale il prodotto non va consumato (di solito usata per pochi prodotti altamente deperibili come il latte fresco). ‘Da consumarsi preferibilmente entro’ indica che, oltre la data riportata, il prodotto può essere ancora consumato, possibilmente in tempi brevi, senza rischi per la salute.

  1. Quanto basta

Attenzione alle dosi quando cucini, l’eccesso di cibo, poi non consumato, porta allo spreco.

  1. Il gusto degli avanzi

Mangia il giorno dopo quello che è avanzato o utilizzalo in nuove ricette. Così non sprechi e dai più valore al tuo cibo e al tuo denaro.

  1. È qui la festa?

In occasione di feste e ricevimenti gratifica i tuoi ospiti con un dono gastronomico ‘avanzato’.

  1. W la doggy bag!

Anche in Italia, ormai, è sempre più diffusa al ristorante la doggy bag, la scatola che permette di portare a casa gli avanzi dei pasti, chiedila.

  1. Dai il tuo contributo

Informati sui programmi antispreco della tua città, così potrai donare il tuo surplus alimentare a chi ne ha bisogno.

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Calano le vendite in Usa di antimicrobici

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Calano le vendite in Usa di antimicrobici

Anche se è la stessa agenzia americana (la FDA, Food and Drug Admistration) a mettere in guardia dall’interpretare questi dati come una vittoria, le cifre relative alle vendite di antimicrobici distribuiti o venduti per animali da reddito nel 2018 (ultimo anno a disposizione) negli Stati Uniti indicano come gli sforzi compiuti in questi ultimi anni per una gestione più attenta stia avendo un impatto. Rispetto al 2009 (primo anno a disposizione nei report della FDA), le vendite sono calate del 21%, del 38% rispetto al 2015, anno di massima diffusione degli antimicrobici negli Usa.

«L’obiettivo della FDA – si legge in una nota che accompagna il report – è rallentare lo sviluppo della resistenza antimicrobica e preservare l’efficacia degli antimicrobici per combattere le malattie negli animali e nell’uomo. L’obiettivo non è semplicemente misurato da una riduzione del volume delle vendite, ma include anche la promozione di buone pratiche di gestione ottimizzando l’uso di questi prodotti e limitandone l’uso negli animali solo quando necessario».

Leggi tutto il report (in lingua inglese) 

 

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Dal campo alla tavola: nasce la pasta made in Sardegna

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Dal campo alla tavola: nasce la pasta made in Sardegna

È stata presentata nei giorni scorsi la pasta “Solo sardo”. Prodotta dalla cooperativa “Isola

sarda” in collaborazione con Fdai (Filiera agricola italiana), questo nuovo prodotto è figlio di un processo controllato che garantisce qualità in ogni suo passaggio, grazie all’impiego di materie prime selezionate. Gli spaghetti e le altre specialità saranno le prima a godere del marchio “Solo Sardo”, nome distintivo delle eccellenze locali che saranno garanzia di origine (sarda dal campo alla tavola), di qualità (prodotti selezionati e garantiti) e di eticità (con una equa remunerazione lungo tutta la filiera).  «Ma non ci fermeremo qui: vogliamo allargare la produzione a pomodori, uova, riso e altre referenze», afferma Luca Saba, direttore di Coldiretti partner dell’iniziativa.

Questa nuova pasta, che sarà venduta nei mercati di Campagna Amica nella grande distribuzione e cucinata nelle scuole sarde, sarà realizzata con una semola a grana grossa, a basso contenuto di ceneri e con proteine di alta qualità impastata con acqua fredda. Inoltre, grazie alla lenta essiccazione a basse temperature si manterranno intatti il sapore e le proprietà nutritive degli ingredienti.

Negli ultimi 14 anni la Sardegna ha perso quasi l’80% della terra destinata a grano, passando da quasi 97mila ettari del 2004 a poco più di 20mila nel 2018; dimezzati anche i cerealicoltori. Una fuga dai campi dovuta soprattutto alla discesa del prezzo negli ultimi cinque anni: dai 30 euro si è passati ai 27 sino ai 21 euro del 2016.

«Questa è una giornata importante per la cerealicoltura sarda – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Gli accordi di filiera rappresentano la strada giusta perché sia riconosciuta pari dignità a tutti gli attori e dove anche i produttori hanno un equo riconoscimento. Da quasi tre anni lo dimostra l’accordo con Biraghi per il settore lattiero caseario, così come l’accordo “Bovino al sud” per la carne».

«Accordi virtuosi che rappresentano un esempio e uno sprone per i comparti perché non sono fittizi ma si reggono nel mercato: le nostre battaglie per l’etichetta di origine, per il made in Italy e gli accordi di filiera stanno dando finalmente risultati e la svolta del settore cerealicolo ne è una dimostrazione», conclude Saba.

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Per Fao boom cereali e aumento produzione latte

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Per Fao boom cereali e aumento produzione latte

Come ogni anno, la Fao ha emesso un report per valutare i trend del mercato. Per la prima volta in oltre 20 anni, si prevede una produzione mondiale di carne in calo dell’1%  (per un totale di 335 milioni di tonnellate di prodotto) per colpa dell’epidemia di peste suina africana che sta decimando gli allevamenti di maiali in Cina che dovrebbe scendere del 20%. Di contro, la produzione di latte dovrebbe aumentare di oltre un punto grazie all’espansione delle mandrie da latte in India e Pakistan.

Il rapporto valuta l’andamento del mercato e della produzione di un’ampia gamma di alimenti come cereali, pesce, zucchero, coltivazioni olearie e carne.

Nello specifico, la produzione mondiale di grano e mais dovrebbe essere in crescita, mentre quella del riso dovrebbe scendere al di sotto del record dell’anno scorso. Per l’anno prossimo la Fao prevede un calo del 3% della produzione mondiale di zucchero, mentre quella ittica globale dovrebbe rimanere invariata rispetto all’anno scorso, con un calo del 3,4% della pesca di cattura, compensato dall’aumento del 3,9% dei prodotti dell’acquacoltura.

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La gara di Tiramisù

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La gara di Tiramisù

Fabio Peyela e Sara Arrigoni sono i vincitori dell’edizione 2019 della Tiramisù World Cup che si è svolta a Treviso a inizio novembre. Una gara per un dolce che continua a spopolare nei ristoranti di tutto il mondo cui hanno partecipato oltre 600 professionisti italiani e stranieri che hanno presentato la propria personale ricetta.

Il Tiramisù è soprattutto un dolce che viene cucinato a casa e la conferma arriva da Assolatte che certifica che oltre 37 famiglie italiane su 100 acquistano il mascarpone, l’ingrediente principe per la sua produzione. Nell’ultimo anno le quantità di mascarpone venduti nei punti vendita della distribuzione moderna sono cresciute del 5,2%, portando il mercato alla cifra record di 14.200 tonnellate per un giro d’affari di 84,2 milioni di euro.

«Ma non solo: la domanda di mascarpone è dinamica perché anche l’offerta si è andata ampliando e diversificando. Di recente le aziende del settore lattiero-caseario hanno proposto molte innovazioni che rispondono ai nuovi trend di consumo, come il mascarpone delattosato, quello biologico e quello light. Questo fiorire di varietà porta ad avere fino a 10 referenze di prodotto in un ipermercato, 7 in un supermercato e 4 nei discount», affermano da Assolatte.

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